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gennaio per te 2010
2 il fuoco d'artificio e la luna
2 siete fratelli
2 grazie
2 la ruspa e il canarino
5 figlio nato a gennaio
6 neve oceano
6 un treno di luce
6 accanto
6 rapsodia
10 carattere
10 palma
10 picchio
10 parola
12 collana
12 formaggio
12 se mi aspetti
12 almeno ricotta
12 un etto
12 fantasma
12 fiammiferi
12 la via lattea
12 bollo
12 collana
12 ricotta
12 companatico
12 fetta
12 formaggio
dicembre per te 2009
2 1 2009
il fuoco d’artificio e la luna
il fuoco d’artificio fa di tutto
per attirare l’attenzione
ma la luna vi sembra
indifferente
invece di lei è
slancio, curva
petalo in caduta
corolla e alone
la regina del cielo
è lei
lui
l’ultimo arrivato
fa esercizi da ciuffo d’erba
si specializza nello stelo
nella distanza tra noi e il cielo
tra noi e lei
2 1 2010
siete fratelli
Gesù è venuto si è seduto
e ha detto
siete figli di Dio
siete fratelli
poi si è alzato
siete abeti nella foresta
tenetevelo in testa
e se ne è andato
e qualcuno a tradimento
lo ha ammazzato
per paura della fatica presunta
di dover essere verticali
lui ancora a sorpresa
si è alzato
e ha aperto le braccia
fino ad essere l’orizzonte
e fu la luce, la vita
e il sole
da allora
è sempre con noi
2 1 2010
la ruspa e il canarino
contemporaneamente
la ruspa e il canarino
il coraggio di scavare
e di cantare
nello stesso mattino
il testo scritto nel quadro ma la parola contemporaneamente scritta in diagonale dal basso all’alto con la c color rancione la r color marrone e la m color celeste nel testo sotto la doppia gg ss tt come i gorgheggi di un colore che richiami il canarino giallo o una sfumatura dell’arancione
2 1 2010
accanto
accanto
come i tuoi seni
appollaiati sulle costole
intirizziti come due canarini
io e te
gennaio per te 2010
grazie
l’unica parola
grazie
quella sola
non sì
non vita, non amore
non un impegno
solo un segno
che so sì
che la vita è buona
che tu mi hai dato amore
che ne vorrei ancora
grazie
come la grazia di Dio
gratis
come la grazia della bellezza
6 1 2010
un treno di luce
i tronchi che si adagiano nell’ombra
sulla neve bianchissima al sole
spartiscono un candido canto che sembra
un treno di luce
6 1 2010
neve oceano
la poca neve caduta nel bosco
ha lasciato affioranti le foglie
che sembrano scaglie
di un pesce
e il pensiero così qui riesce
a vederla come un oceano
dalla penombra delle onde alla luce
che la radura abbagliata di sole
ora è un isola
6 1 2010
rapsodia
tenuta e balzata via
di Tania Kobzar
el sior dei pei
e la siora dele zavate
erano i signori del mondo
e della terra
(raso terra)
con i piedi andavano ovunque
con le ciabatte
facevano cose matte
(chiedevano l’elemosina)
erano naturalmente saltimbanchi
mai stanchi
di inventarne una
per vivere
(o meglio sopravvivere)
e questo è tutto
il prologo
era loro il trucco
di essere sempre un po’ sopra le righe
spigolavano spighe
erano leggeri sulla terra
anche se si davano grande importanza
il loro problema era
riempire la panza
come per ciascuno di noi
e così erano accettati da tutti
anche se erano piccoli
puliti appena appena
e brutti
ma erano
el sior dei pei
e la siora dele zavate
ed ora sappiate
siamo già alla fine
il mio desiderio è dolce e focoso
un cavallo docile e impetuoso
alza la coda e la testa
al primo spavento
non farti paura
è un erbivoro
vive di erba fiorita, matura
viene a invitarti nel vento
e anche un bisonte
può riempir l’orizzonte
5 1 2010
figlio nato a gennaio
figlio nato a gennaio
al gelo
come Gesù
con grande fatica
per tua madre
in beffa alla morte
in un fagotto di giorni
due
dopo i re magi
internazionale
sei mirra sei uomo
nel nome un re
divino nel dono
in ritardo
ma dono
10 1 2010
palma
la palma
spalma il mio amore sul cielo
e tira su un tronco alto alto
per assicurarsi che
il tuo spicchio di azzurro non ti sia tolto
poi oscilla compiaciuta e pennella
10 1 2010
picchio
io non butto giù la porta
busso busso
dice il picchio
già attraverso il buco
10 1 2010
parola
cerco la parola
con la testardaggine struggente
con cui cerco la scarpa mia che non trovo
o te
che non voglio resti
sola
12 1 2010
carattere
cerco il carattere
che tu non senta il bisogno
di correggere
ma che ti venga voglia
di leggere
a prima vista
12 1 2010
via lattea
devo dirti
che non posso
non pensarti
e questo pensiero
fermarlo
che questo sentiero
non diventi
la via lattea
12 1 2010
ad ogni cartolina
vorrei esserti il bollo
saltarti al collo
rimanere tra i tuoi seni
impiccato come un peccato
una collana
un tattuaggio
12 1 2010
se mi aspetti
ti aspetto
sotto il letto
nel cassetto
dove mi metti
spazio per la risposta
non sbattere la porta
12 1 2010
una scatola di fiammiferi aperta,
mi sfilerai uno a uno
mi strofinerai
la testa azzurra
contro il tuo ruvido cielo?
mi spegnerai con un soffio
perché ti scotto le dita?
12 1 2010
ho costruito la casa per me e te
l'hai tenuta pulita
mi sono separato
e la casa è rimasta a te
ora io la abito come un fantasma
e tu la fuggi in braccio ai nipoti
12 1 2010
formaggio
aspetto maggio
infilo un fiore
dentro il buco del formaggio
e poi parto per l'alpeggio
assieme a te
12 1 2010
sotto la tua forchetta
o tra i tuoi denti fetta
un etto di prosciutto
messo nel tuo panino
tra le tue labbra sono
tutto tuo adesso
mordimi
fetta
sotto la tua forchetta
o tra i tuoi denti fetta
un etto di prosciutto
tutto tuo (sono
adesso) mordimi
12 1 2010
companatico
sotto la tua forchetta
fetta di formaggio
pensavo d'essere
companatico
che tu mangiassi me
ti fossi un pò simpatico
12 1 2010
ricotta
almeno ricotta
non crosta troppo cruda
troppo cotta
troppo dura
sporca
che tu mi tagli o sputi
12 1 2010
collana
mi metto
su di te
sul tuo petto
come una collana
aspetto un settimana
che tu mi tolga e mi rimetta
poi ti chiedo una promessa
e aspetterò mesi ed anni
che tu mi tenga sulla tua pelle
come un tatuaggio
non un ornamento di passaggio
un ornamento duro come sulle ossa
da portare nella fossa
gennaio per te 2010
19 1 2009
raccogliamoci
gocce di cera, briciole
non
guardiamo
negli occhi al
sole
ma
lo sappiamo
essere
la nostra sintesi
gennaio per te 2010
scriviamo sulla sabbia
i nostri nomi
i nostri cognomi sono più ostici
vogliono essere conchiglie erano ostriche
si aprono e chiudono
succhiano e assorbono
sputano e pisciano l'acqua del mare
si aggrappano all'acqua salata del tempo
vogliono durare più a lungo
ma anche loro finiscono buttati alla riva
calpestati dai cavalli e dai calcagni
anche di chi ami
sulla spiaggia
finissimi frammenti sabbia
morbidi al passo dei posteri
teneri all'onda
ma non vi ho detto ancora dell'anima
quella è aria
da sempre ti culla
e crea l'onda
la respiravamo già all'inizio nel cielo
non avere paura di vivere
sei già tutta tutto con noi
ci dicono i nostri antenati
le foglie dei nostri figli
morti o che morranno
lo sanno
che siamo un pugno di sabbia nel cielo
un pugno di stelle in cammino
che loro invece non sanno
se scendere o salire e finiscono
col girare girare girare attorno
a te
finché
la tua coscienza profonda è pronta
a scrutarvi il suo senso
il suo posto
nel cuore a questo universo
che è suo
come suoi erano i morti ed i vivi ed i passi
si chiude
nel tovagliolo di carta
lo spuntino
come il destino nel deserto
la frutta nel cestino
è tutta
una metafora
di quanto sapore noi siamo
se accettiamo di essere
mangiati
ed amati masticando
anche sabbia
e che io abbia
allora quel dono
sulla tavola di carta
e lo apro
19 1 2010
bevo l'erba la corteccia
gli aghi le foglie
è per questo che poi anche
nella pioggia mi spoglio
lascio che mi lavi la pelle
così pulito da fuori e da dentro
mi accendo
dai pori dai villi
e sono
più fratello alle stelle
è più facile che mi vada tuo
suo, ovunque
il problema è sapere
chi avere
sulla soglia
e a sfiorarla sia sempre il tuo piede
e la foglia della mente
sia verde
o almeno pronta a venire
sulla soglia del sole
e che io sia pronto
a partire
la foglia va e viene
la pioggia va e viene
sulla soglia si va e viene
27 1 2010
ombre lunghe
è d'inverno
che le ombre sono più lunghe
e da una parte all'altra della via
le case si toccano
e la cima dell' albero arriva
fin dentro la soglia
all'interno
di te
e la testa è più lontana dai piedi
e ti chiedi
cosa ti dice ancora il sole
mentre ancora non scende
se la vita sia sempre
un elastico
il cuore
la sua fisarmonica
per chi suoni
per chi chieda il sole
in lungo braccio
ancora per chi l'elemosina
la gru
alta la gru
sopra il tribunale
contro il blu
a misurare fin dove
può arrivare
rispetto e giustizia
e sei tu sei sempre quel tu
per cui il cuore
può allungarsi di più
a portare spericolato il suo peso
mappa (ancora)
sulla mappa del tuo viso
sfido il tempo
e le gambe e le braccia
i confini i contorni
la geografia ancora studio
i percorsi
le autostrade i sentieri le rotte
attraverso gli oceani
mi chiedo
se nei sentimenti ci siano
ancora continenti
con te
da scoprire
o isolotti ancora o scogli
quali spiagge remote
catasta
sono cresciuto per te
in un bosco
di foglie
sotto catasta di legno nascosto
ora aspetto ostinato al mio posto
ancora un un senso
in un fuoco
per te
di scintille