18 11 06
quanto è bella Bologna

dal terrazzino come chiazza pelata in cima alla casa
dove una volta si sventolava biancheria in preghiera
con lo sguardo del gatto sopra gli altri tetti
al mattino presto nella distanza in tre si scrutava
profili color mortadella contro nebbia e nubi
di campanili e torri,  quanto è bella Bologna, dicevi 
dalla collina all'infinità di tegole e chiedevi
della torre più alta dietro San Petronio l'altra nascosta

e io sognavo allora di portarti solo noi due dentro le nuvole 
dal turismo a formica condotti lassù per farci un nido 
dalla porticina agli scalini di pietra e i due biglietti
almeno negli spigoli delle scale poi essere stretti
ansimare sui pianerottoli come a me fa il cuore
sbirciare dalle fessure nella foschia se il tuo spia amore 
avere intimità nostra sugli scalini in legno logori di tutti
e sugli spalti alti in mezzo agli amanti spazzolare il cielo a ciuffi 

novembre  per te 2006