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E' appena uscito 'Tabù e Lepre su Neve' di Alberto
Sighele Campanotto Editore
e il cd 'Tabù' di Renzo Vigagni e Alberto
Sighele, con Titta Nesti e Lisa Zanon
il volume si può trovare nelle librerie del Trentino
presso l'autore
presso l'Editore
il CD presso i negozi del Mandacarù del Trentino e presso gli autori o la LoL Productions di Marco Olivotto e Chiara Grillo
dalla prefazione (al volume) di Carlo Marcello Conti:
Nel suo tabù appena pronto per la stampa insieme a
lepre su neve l’autore principia con una cosa nettamente chiara e utile per la umana razza. Un’esaltazione a fare il te non la guerra in Iraq per Blair già che nessuna iniziativa di questo tipo per il petrolio vale la vita amore mio. Nessuna, proprio nessuna. Lacerate le bugie del potere. Non è già ormai oltre ogni misura il loro far finta di niente. Come per Hiroschima non ci sarà dopo alcuna cosa capace di essere ancora dopo. Questi bidoni volanti devastano la notte, si riducono a schiavi. Stringimi e urliamo che solo la pietà è il primo gradino per costruire un destino comune. Che osservare ancora il soldato nero americano oggi fatto prigioniero non è novità, era già stato catturato sulle coste dell’Africa. Ridotto schiavo, ignorante, obbediente e bravo. Adesso fanno fuori anche l’acquedotto così se non ci sarà altro, anche la sete produrrà un suo risultato. Così sta per finire il nostro Eden dove per me tu eri tutto ed un serpente ci univa quando.........in due adoravamo la vita, nostro unico frutto. Tra gli alberi del fiume Tigri ed Eufrate il cuore che assieme avremmo disegnato è ormai tutto un incendio. Lacrime grandi come nuvole riempiono il cielo. Quanti saranno ormai i morti. Talvolta le democrazie sono pericolose quanto le tirannie se adoperano il bastone per dire chi è il padrone. A chi andrà il profitto di questa filosofia. Guardami bene negli occhi ti sembrano così sicure tutte le tue torri. Oppure è già sicuro questa lepre sulla neve che ad attenderla in posa per una fotografia ricordo c’è soltanto morte. Ora capite. Ora che ho aperto la porta. Scatto la mia parola, metafora del mondo nella lingua che è di tutti come la poesia che vi è nascosta dentro. E poi mi dirai dove sei inafferrabile, ma pronto a condensarmi in nuvola. Resterà soltanto il volo, lo splash del tuo zoccolo. A me va benone essere soltanto sapone. C’è eccitazione nella stanza, la poesia è un capezzolo, un interruttore che spegne tutto in questo buio delinquente. E’ spudorata talvolta una lingua o sa essere soltanto uguale a se stessa. Al suo slancio. Di tutta l’altezza e la larghezza innaturale, completa superficie. Il tetto sporge sul vuoto fuori dal vocabolario spericolato, vero, sicuro per la gioia di tutti i passanti e di ogni lettore. Si allunga nel cielo, è come se ciò non bastasse cerca un sole a caratteri di luce. Non ci sono parole per dire di quel balzo di Alberto Sighele su neve. Chiarissima traccia chiarissima poesia adesso tipografia fuori dalla sua segretissima tana oltre i fianchi della letteratura.Carlo Marcello Conti
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