Estate testo dello spettacolo fatto a Mori e Brentonico nell'estate del 2007

tutto l'inchiostro

Rosa
tutto l'inchiostro 
nascosto nelle penne sul mio tavolo
corre da te

Alberto
come la notte 
pare si incastri
tra le fessure delle tapparelle in plastica
ma passa

 

sull'ultima tua costola
Alberto

appollaiato instabile
sull'ultima tua costola
come su un'altalena
ti tiro frecce al cuore

ed ad ogni tuo sospiro
attentamente miro
ma mi trema la mano
perché ti amo troppo

e solo lo sbuccio
lo scorteccio
a volte vado a vuoto
e ti buco la schiena

  tu te ne accorgi?

 

il vento
Rosa
il vento tormenta le case
fruga le tegole dei tetti
si infila nelle grondaie
annusa la biancheria intima
strizza quella quotidiana
sul balcone fa un’altra evoluzione
sul tetto volteggia il fumo
dal camino in ogni direzione
glielo riinfila in gola
se pensa la casa non collabori
sìbila alla finestra socchiusa
vuole le faccia la spia
se ti ha vista, ti chieda
perché hai paura dell’estate
perché te ne stai sola
ti chiede ancora
di raccontargli la tua pena
sostiene che lui sa
come diluirla nel cielo

l'amore tra le righe
Alberto

l'amore tra le righe
non è meno intenso
dei papaveri
tra le spighe

 

bosco di faggi
Rosa

giù nel fitto del bosco di faggi
dove i raggi filtrano dall’alto
del cielo blu, il sole sei tu
e mi penetri di perle di luce
mi spruzzi mi spalmi di chiazze
mi tocchi mi pizzichi mi stuzzichi
mi ricami mi perfori di fremiti
e io resto nudo tronco di faggio
con la pelle a leopardo macchiata
dalle tue dita di sole anche solo
di una stagione di un tempo che fu
chi mi ricama la pelle sei tu

 

in ogni
Alberto
in ogni ramo
corro irruente a dirti
che ti amo

in ogni foglia
mi fermo e fremo
sulla tua soglia

in ogni fiore
si apre il mio cuore 
e corre tutti i rischi

in ogni frutto
so già che tu capisci
ch'io sono tutto 

tuo basta tu morda

 

quando mi chiederai
Rosa
quando mi chiederai
mi tocchi
dalle ginocchia agli occhi?

ti dirò sì, vedi,
dai capelli ti adoro tutta
alle divine dita dei tuoi piedi

 

folgorante bellezza
Alberto

c'è un cocuzzolo a Torbole
di fronte alla chiesa
alto sopra le case
in vista centrale al lago

mi tiene in turbine
in estasi sospesa
il cuore mio un salame
legato stretto con lo spago

è il belvedere
dove mi hai chiamato
a guardare te
contro tanta bellezza

ma ognuno sa 
in fotografia e in amore
la messa a fuoco va 
su chi 
ti fa tenerezza

e lì sta
scava e rimane
alza nel cielo
perfino il parafulmine
folgorante bellezza   

 

bella sei come una barca 3
Alberto bella sei come una barca
Rosa foglia di legno che varca
la soglia del porto

Alberto il mio posto
è il pennone
e il timone

Rosa tu sei vela di robustissima tela
Alberto sei la chiglia
e la sutura all'addome

Rosa la barca è il perfetto
esempio dell'amore tra noi
Alberto l'abbraccio di assi più stretto

  lo faremo di pomeriggio
Alberto

lo faremo di pomeriggio

quando il raggio di sole è alto
e scendendo dallo zenit
è scala al cielo
meglio se giovedì
quando Giove non è geloso
o martedì perché Marte
morda la guerra ai reni
mentre lo facciamo
se fosse Venerdì Venere stessa
veglierebbe su di noi
riverberebbe la bellezza degli  dèi

prima o poi arrivano le nuvole
Alberto

prima o poi arrivano le nuvole
e sono bianche grigie arrabbiate o morbide
abbracciano la montagna che le ha aspettate
a lungo dall’orizzonte le ha chiamate
dall’alto dei cieli

  ora sono scese a farle da canottiera
su e giù vanno e vengono cercano
la posizione vera da dove meglio
possa accadere che più non si contengono
e danno alla montagna tutte se stesse

e questa se ne bagna fino al midollo
prima le aveva solo attorno al collo
ora ne è inzuppata e si ritiene molto
fortunata tiene la loro acqua
nelle sue vene come un tesoro


lungo la valle
Alberto tu da un monte
lungo la valle
Rosa io dall'altro di fronte

Alberto da cascata e torrente
Rosa saremo assieme
a lavarci i piedi nel fiume

Alberto ma se tu lo chiedi
Rosa ancora e ancora
come il mio cuore

Alberto quando l'intesa è sicura
Rosa rotoleremo
assieme nella pianura

 

in cima agli scalini

Alberto

alta in cima agli scalini
della porta del treno
aperta prima che parta
col mazzo di lavanda stretto al seno
come un bambino
Rosa hai il profumo del mio sguardo
fino all'ultimo minuto
Alberto inchiodato ad adorarti
Rosa venuto a dirti
Alberto sarei anch'io partito
con te nei fiori

Rosa il treno se ne va
io resto fuori

 

il bianco cigno
Rosa

il bianco cigno
col collo ad uncino
allaccia bellezza

il mio laccio
è la parola
lo lancio al tuo collo

ma non lo stringo
se non è abbraccio
cuore su cuore

la matematica
Alberto

l’esercizio di matematica
cosa risolve
cosa descrive
quali cose vere
in forza sua sono vive?

  non sarà poi solo
arida metafora
della difficoltà del vivere
crudele come il gioco
del m’ama o non mi ama

vorrei una matematica
che consumi la matita
a dimostrare stupida
non senso e antipatica
una vita senza te

 

ci sono cose
Alberto
ci sono cose
piccole e tenere
ma che nessuno le calpesti
prima che siano forti e rigogliose
Rosa
e allora saranno tronchi ponti travi navi
sostegno a chiunque sa apprezzare il legno
e usa bene
il fatto che siamo assieme

alle piramidi di Segonzano
Rosa
alle piramidi di Segonzano
mi hai preso per mano
e detto grazie
d'aver tenuto il cuore
contro tutte le intemperie
così alto nel cielo
come fosse un pino una nuvola
cosi a lungo così immobile
una tale prova d'amore
contro chi diceva
è solo pietra
vedrai che rotola



non ti abbandono
Alberto
non ti abbandono
dove sei tu
anch'io sono

pezzo per pezzo a te
sono mattone
e dono
il mio osso
sasso tuo
pelo pelle paglia

schiena capanna
capelli e muscoli
materasso e maglia

non ti abbandono
dove sei tu
anch'io sono

 

ti nascondi nell’onda

Rosa
ti nascondi nell’onda del mare
perchè non sai come risponda
a me il tuo cuore

dai fiumi alla foce
ti sussurra ora nelle correnti
di nuovo la mia voce

mormora il mare

Rosa
mormora il mare 
il mio amore

ne mai si stanca
anche se poco manca

che mi anneghi
mentre tu ancora temi

a bagnartene
anche solo i piedi

un amore tale
Rosa
sarà ossessivo il mare nel suo sciacquìo
ma ti vuole amare di un amore tale
Alberto che non si può contenere
e se vuoi farlo
prendi un bicchiere e comincia a misurarlo
Rosa se tu poi non lo vuoi vedere
nascosto nel mio cuore
scrivo per te d’amore nelle nuvole
Alberto nè dirlo inutile
perché da lì piove sul campo


almeno
Rosa
muri nudi mucchi di sassi
che tagliano il pane delle colline
sul tavolo del mare
polenta in pura pietra sul tagliere
in fette contraddette dal profilo
mite contro il cielo delle isole
quando potrò avere amore
il corpo tuo così dolce da graffiare
in righe rughe pieghe grondaie
scarichi impossibili sul calcare
da nuvola dolce al sale del mare
per un filo d’erba non superba
per pecora capra o amore
su quest’arido apparente
di cui niente ho detto ancora
se non parlo della bora
per avere con te un riparo
una forma di formaggio come seno
spazio di vita minima almeno


tra il cielo e il mare
Rosa
le nuvole e il mare sembra non si vogliano toccare
Alberto finché i cavalloni svilupperanno un dialogo
con i nuvoloni e i venti Rosa vedrai che bello
Alberto la pioggia in un momento righerà graffierà
la distanza tra di noi con un rastrello
Rosa tra il cielo e il mare
regolari davanti agli occhi
infinite lettere d’amore
Alberto fitte come i palpiti
i graffi e le carezze
Rosa quando sotto e sopra la pelle
comanda il cuore

Alberto e dove prima l’amore non scriveva
l’inchiostro non veniva
erano solo macchie cespugli di sogni scarabocchi 
Rosa vedrai quante righe trasversali
fitte come nei temporali

Pag
Rosa pietre e pecore
salvia e api
ovili come scatole
negli angoli dei rettangoli
di muretti di sassi a secco
pochi fili d’erba e molti rovi
ecco cosa trovi
vita grama
ma chi ama qualcuno
e come la vitalba
scavalca e si arrampica
per chi ha questo piccolo coraggio
la vita è latte miele e formaggio
dell’isola di Pag

innocentissimo
Alberto
il vento scrive lettere d’amore
con le foglie delle canne
troppo audaci
Rosa ma è innocentissimo
dirti che mi piaci
Alberto
e che lui le abbandoni al cielo
in cima al loro lungo stelo

bicchiere di luce
Rosa
sognavo quel gran bicchiere di luce del sole
ora è in frantumi sul tavolo liscio del mare
mi chiedo se nuoto nel lago di lucenti scintille
se raccolgo le gocce da questo tiepido prato di stelle
se quando ne ho mille forse ho anche il tuo cuore

un tuo arrivo all'improvviso

Alberto
un tuo arrivo all'improvviso
e l'addome mio si tira come il mare
il sangue mi schiumeggia bianco
il cuore mi rotola come un ombrellone
e prende il volo a strappi
un aquilone

quale scusa
Rosa
se onda sprofonda ad altra onda e si fonde
se nuvola è fusa ad altra nuvola e scivola
se fiore fiorisce dal foro e non finisce il colore
quale scusa ha il cuore che non cura altro cuore
che a ferita d’amore non risponde?

di dolce
Alberto

adesso vieni qua
mi guardi negli occhi
e mi dici
cosa c'è ancora

di dolce
nel fico secco del tuo cuore


penso a te
Rosa
penso a te
e la costa frana
il mare freme
il cielo non teme l’estate
l’olivo tiene

se la spiga dal filo d’erba spazzola il cielo
il pesce con la coda modella il fiordo
io non ricordo altro che te

o meglio
sei la porta che porta
ad ogni altro mio pensiero
la mia soglia

nubi sul mare
Rosa
sono lo strato di nubi sul mare
non mi agito se mi sento svenire
se goccia dopo goccia devo svanire
sull’immensa tua superficie amore

 

tu mare amore morte oceano

Alberto

mare che mescoli tutte le razze, grazie
d’aver sedotto alle tue sabbie
quest’ultimi arrivi di turisti
dal nord dall’occidente

  ora la morte che per incuria
t’hanno lasciato irradiare sarà evidente
a tutto il mondo che forse cercherà
più fraternità che affari dal fiato corto

  l’indifferenza ai 600.000 in Cina del 76
schiacciati dal tuo fratello il terremoto
ora non è più possibile dentro i confini
di un solo paese perché tu sei oceano

 allunghi il nostro sguardo, scrivi
a caratteri cubitali sulle tue sponde
l’indifferenza ai 500.000 in Bangladesh
ancora prima nel 70 strangolati dal ciclone

  tuo cugino, ora non è più possibile
perché la memoria collettiva risponde
a te
non è più preda della televisione
di chi si è impadronito della voce

  e quelli troppo poveri, ora l’hai detto
al mondo anche per loro prima
dalle profondità del oceano indiano
che solo assieme ci salviamo

la crosta terrestre ne è testimone
con lo tsunami il terremoto
non solo il cielo con il ciclone
pronta a portare questa notizia ovunque

lasciaci cercare un senso ai nostri morti
ed accarezzali per noi
tu mare amore morte oceano
dopo averceli strappati

i gradoni di roccia a mare
Alberto
sono i gradoni di roccia a mare
non mi lamento quando sento
un’altra fetta di me scivolare
in fondo a questo amore

abitudine antica
Alberto
è abitudine antica
la formica 
non misura fatica

nè volume 
proprio come 
il mio cuore 

si affanna

lontana
Rosa
se mi sei così lontana
telefono ci sia il vento
lettere le nuvole
parole da decifrare
i suoni su labbra altrui
oltre i confini 

nudo indifeso inerme
Alberto


se l'innamorato è goffo
io così buffo
verme che non sa se sarà farfalla

nudo indifeso inerme

aspettami fino a quando
spunteranno a te le ali
e mi dirai son bella e tua

galleggiamento
Alberto
tu la barca dal perfetto galleggiamento
io invece il coccodrillo tutto dentro
sotto il pelo dell'acqua 
solo gli occhi fuori

non spaventarti
il mio pasto è solo guardarti
né darmi il remo in testa 
già di mio sono brutta bestia


rosa
Alberto

chi osa
sfidare o competere
con l’estatico turbine di petali
nel fuoco
della rosa?

io sono il tuo corpo
Alberto
il tuo rosso l'ho addosso
come il sangue mio il tuo
dentro l'osso

ma  è vivo se mosso
da mille minuscoli muscoli
carezze bottoni di baci

legamenti di tenerezze
dai, prendimi, sentimi
io sono il tuo corpo

 

suonatore d'arpa
Rosa

allungo le mani su di te come suonatore d'arpa
ai fianchi tuoi alle costole dalle cosce all'anca
poco prima ai capezzoli e poi pizzicato al cuore
per le note tue più gravi intanto dilago sull'addome
tutto per te è un fremito come stormo di uccelli
le corde mie sono tirate ma morbida è la musica 
come i tuoi capelli riccioli gli arpeggi
ti abbandoni al suo fruscio rapita 
mi hai capito  
e dolcemente ancheggi

se corro da te
Alberto

se corro da te

la linea continua mi si insinua
nel cervello sbarra sul cartello
cinghia di divieto sulla pancia
l’uscita dal tunnel invece
è bacio tuo di luce
su ogni guancia

il resto della corsa finalmente
è più spigliata
dentro e fuori dalla riga tratteggiata

se corro da te

come una chioma
Rosa
muoviti tu come le foglie
finché sia colma di piacere
la chioma 
Alberto io resterò nel tronco

a far promessa di fedeltà
come albero che sta
finché ha linfa
Alberto anch’io non manco

di sorreggerti

è lungo il vento
 
Rosa è lungo il vento per venire da te
si avvita agli angoli delle case
 volta tutte le foglie
Alberto alza polvere dalle strade fin sotto le nuvole
spinge i nuvoloni nei burroni
sgombra i crocicchi dagli indugi dei semafori
Rosa pare si calmi la notte
e va lontano

stremato invece cerca col naso in su
in un cielo stellato limpidissimo
la lampadina sempre accesa che sei tu
lui sostiene
Rosa e intanto gli viene
qualche singhiozzo e piange

i tonfi dello scafo Alberto

i tonfi dello scafo dentro il mare
hanno la sola spiegazione
che il mio cuore
oltre l’orizzonte al largo
in braccio a te vuole scappare

il riverbero di luce
Rosa
il riverbero di luce
sulla pancia della barca
che ripete il ricamo 
della rete misteriosa
irrequieta su dall’onda

è l’intreccio di ricordi 
e l’abbraccio delicato
di piaceri che hai dipinto 
sull’addome 
al mio subconscio

è il segreto perché amore
se trovato 
non affonda
si ripete
danza a rete


paese alto sulla roccia
Rosa

vedere un paese alto sulla roccia
dal livello ondulante e liscio del mare
che a te naviga e altalena
dalle narici alla base degli occhi

Alberto
e vedere come la più dolce ampia amica onda
qui nel mare fa scomparire e tornare
lo roccia stessa o il primo ordine di case
che a volte vedi solo lo scintillio di finestre
e poi in pennellata d’onda riapparire le porte

Rosae capire che il mare è amore in movimento
che mostra ondulando quel che il cuore
vuol vedere se si va innamorando
che la saggezza è nell’onda

Alberto e seguirla fino a sponda

 

a caratteri leggibilissimi

Alberto

posare gli occhiali sul tavolo
perché il tempo ti fa miope lontano
e nitido vicino

ecco più passano gli anni
e più è chiaro al cuore
che si annebbia tutto il resto
non il tuo amore

e resterà solo un nome
a caratteri leggibilissimi 
come su una tomba

labirinto
Rosa sottolineato

se il petalo della rosa che ti ho dato
appassito  nel libro al sole sul davanzale
salvato dal temporale finisce ritornato
nel libro dove il mio cuore ha scritto
a te 44 poesie d'amore

questo è un labirinto
dove il Minotauro è la paura
ma il filo d'Arianna è amore

e quella rosa
senz'altro era il tuo cuore

 

fine