la misura
sono già in ordine
sottotitolo anche solo i piedi?
sono 27 fino ad abitudine antica
diretto è l’ultimo di misura
mormora il mare
un amore tale
il traghetto
tra il cielo e il mare
limpido
come sardina
di natura tua
nidi di parole
un albero con un pomo
nelle correnti
il mare mi porta
si increspa
sostenuta dal tronco
l’onda e il raggio
il riverbero di luce
come una chioma
gabbiano
appollaiato
sul fondo
è chiaro
liquido letto
tiene alta
lascia
sanguinante e gonfio
un momento prima
la sfera
abitudine antica
spera ti inciampi
perdermi
le circostanze
come fanno le nuvole
la vitalba
lontana
per una cipolla
il cetriolo pag
alta marea
il pendìo è dolcissimo
la zanzariera
nel rifugio del vicolo
il discobolo
al fondo nero del pontile
sono scontato
almeno
triangolo di bosco
così corta
innocentissimo
alla prima che
il vento
rose tutta l’estate
pantaloni estivi
al bar
borse di verdura
mi accompagni
diretto
mormora il mare
mormora il mare
il mio amore
ne mai si stanca
anche se poco manca
che mi anneghi
mentre tu ancora temi
a bagnartene
anche solo i piedi
giugno per te 2006
un amore tale
sarà ossessivo il mare nel suo sciacquìo
ma ti vuole amare di un amore tale
che non si può contenere
e se vuoi farlo
prendi un bicchiere e comincia a misurarlo
se tu poi non lo vuoi vedere
nascosto nel mio cuore
scrivo per te d’amore nelle nuvole
nè dirlo inutile
perché da lì piove sul campo
giugno per te 2006
il traghetto
il traghetto lascia
grande scia nell’acqua blu
il mio cuore
è nel motore
di isola in isola
cerca dove sei tu
giugno per te 2006
tra il cielo e il mare
le nuvole e il mare sembra non si vogliano toccare
finché i cavalloni svilupperanno un dialogo
con i nuvoloni e i venti vedrai che bello
la pioggia in un momento righerà graffierà
la distanza tra di noi con un rastrello
tra il cielo e il mare
regolari davanti agli occhi
infinite lettere d’amore
fitte come i palpiti
i graffi e le carezze
quando sotto e sopra la pelle
comanda il cuore
e dove prima l’amore non scriveva
l’inchiostro non veniva
erano solo macchie cespugli di sogni scarabocchi
vedrai quante righe trasversali
fitte come nei temporali
giugno per te 2006
limpido
il mare è limpido
come ti immagini l’alba
come pensi ti adagi
sulla pupilla di lei
giugno per te 2006
come sardina
stretto nel traghetto
mi metto
accanto agli altri
come sardina
ma mi allargo
come il mare
appena tocco te
bambina
giugno per te 2006
di natura tua
misuro su tutte
la tua bellezza al mare
e la certezza è amore
la barca mia che varca
tutte le curve fino al cuore
e piegato in due sul remo
vogo come uno scemo
o saldo tengo il timone
dove tu di natura tua
vinci ogni paragone
giugno per te 2006
nidi di parole
ti nascondi nei percorsi dei pensieri
perché non sai quanto siano fedeli
a te i miei slanci
e io che ti avevo scritto
poesie dirette dal cuore
continuo a costruirti nidi di parole
giugno per te 2006
un albero con un pomo
nel silenzio si alza
un albero nell’alba
un albero con un pomo
ti cerco tra i rami schiva
chiedo se ti chiami Eva
se mi vuoi come tuo Adamo
giugno per te 2006
nelle correnti
ti nascondi nell’onda del mare
perchè non sai come risponda
a me il tuo cuore
dai fiumi alla foce
ti sussurra ora nelle correnti
di nuovo la mia voce
giugno per te 2006
il mare mi porta
il mare è limpido
come mi fido dei tuoi occhi
il mare è tiepido
come quando ti appoggi
alla mia pelle
il mare mi porta
come riporta le barche nel porto
il morto è eccezione
il mare si scaglia contro lo scoglio
come io non voglio ingiustizia
il mare mi culla
come nulla può separarlo dal cielo
come nulla mi può separare da te
perché il mare è salato come il dolore
ma è fedele come l’amore
lo ha imparato dal sole
come io brucio per te
giugno per te 2006
si increspa
il mare si increspa
se pensa io riesca
a dimenticarmi di te
si fa venire la pelle d’oca
mi schiaffeggia mi contraddice
mi invoca
di ricordarmi di te
giugno per te 2006
sostenuta dal tronco
ti nascondi nel fitto delle foglie
perché non sai come risponda
il tuo corpo alle mie voglie
e io che ti avevo sempre
sostenuta dal tronco ai rami
chiedo anche al cielo
che ti bisbigli i miei richiami
giugno per te 2006
l'onda e il raggio
mare e sole hanno imparato
a scambiarsi tutto
sono uomo e donna
come l’onda e il raggio
chi sale e chi resta adagiato
stanno bene assieme
e si allacciano
giugno per te 2006
il riverbero di luce
il riverbero di luce
sulla pancia della barca
che ripete il ricamo
della rete misteriosa
irrequieta su dall’onda
è l’intreccio di ricordi
e l’abbraccio delicato
di piaceri che hai dipinto
sull’addome
al mio subconscio
è il segreto perché amore
se trovato
non affonda
si ripete
danza a rete
giugno per te 2006
come una chioma
muoviti tu come le foglie
finché sia colma di piacere
come una chioma
io resterò nel tronco
a far promessa di fedeltà
come albero che sta
finché ha linfa
anch’io non manco
di sorreggerti
giugno per te 2006
17
il gabbiano
il gabbiano sulla croce
bianca della chiesa
in vista al mare
il gabbiano sul tetto
della barca del pescatore
in vista al mare
il gabbiano dell’amore
alto sul pennone
in vista al mare
per la preda del tuo cuore
tra le onde
o oltre il mare
giugno per te 2006
appollaiato
appollaiato in piedi
il gabbiano guarda
seduto all’acqua
è barca stanca
ad ala tesa
e coda a ventaglio
non sbaglio
è sospiro d’amore sul mare
giugno per te 2006
sul fondo
simmetrico gesto di rana
sul fondo l’ombra mia
e l’onda concentrica
come aureola
che mi accompagna
mentre scivolo verso il mare
con meridiana di mezzogiorno
sulla sabbia bianca del fondo
oltre la schiena
l’immenso cielo vuoto
tu sei amore a me
la superficie in cui nuoto
giugno per te 2006
è chiaro
questo mio gabbiano
ad ala bianca sotto
per illuderti di cielo
grigia sopra
per confondersi alla pietra
la punta nera
perchè intinta nella notte
ha però contorni bianchi
brillanti di luce
ma è quando frena
con la coda a ventaglio
sbatte le ali agitato
è chiaro
ha il cuore in subbuglio
perchè ha visto te
giugno per te 2006
liquido letto
se il mare è la misura
del nostro sentimento
quale sorpresa
i riti nostri di copia in acqua
mimino l’accoppiamento?
e se l’onda ora non c’è
come vi ho detto
che l’acqua tiepida sia a noi
liquido letto?
giugno per te 2006
tiene alta
il desiderio è l’albero
che tiene alta la chioma
contro il vento in sfida
finché arrivi tu
e l’ombra della chioma
ti incorona
giugno per te 2006
lascia
sulla sua coscia liscia
lascia
il mio amore
scivolare il sole
e la mia mano
poi scende il cuore
in rivolo ed uragano
giugno per te 2006
sanguinante e gonfio
il sole che si sposta
è il tempo
ma sanguinante e gonfio
sul muretto di sassi aguzzi
prima della notte
è il mio cuore
giugno per te 2006
un momento prima
un momento prima di morire
con le mani
ti domanderò di vederti
ancora domani
giugno per te 2006
28 6 06
la sfera
è scesa lenta nella sera
la sfera arancione
ma appena tocca il tavolo del mare
vuole rotolare nell’altra direzione
in lungo e in largo all’orizzonte
finché trova te
solo poi sparire
giugno per te 2006
abitudine antica
è abitudine antica
la formica
non misura fatica
nè volume
proprio come
il mio cuore
si affanna
giugno per te 2006
spera ti inciampi
la roccia che affiora nel prato
è il mio cuore
che spera ti inciampi
e non sia da te dimenticato
che sorregge tutto il paesaggio
non solo i tuoi passi
e gode se bussi passando
causando i suoi sporadici battiti
perdermi
tu il mare
io il tuffo
tu il cielo
io il ciuffo
amore non perdermi
le circostanze
le circostanze sono sassi qualsiasi
grossi piccoli taglienti smussati
devo saperne costruire una casa
al mio amore che il muro sia sicuro
e accogliente o così o amore niente
come fanno le nuvole
galleggio scivolo e volteggio
nell’acqua tiepida del mare
aspetto te e il tuo corpo
per sfiorarlo avvinghiarmi
ricamarlo col mio
fondermi con te
come fanno le nuvole
come ritornano nelle onde
la vitalba
la vitalba si avvita s’alza scavalca
confonde
i suoi fiori innocenti alla nuvola
da buona rampicante
ti si avvinghia alla mente
oltre rovi e sassi aguzzi
dà quel dolce profumo
di chi sa
tu pensi a qualcuno
lontana
se mi sei così lontana
telefono ci sia il vento
lettere le nuvole
parole da decifrare
i suoni su labbra altrui
oltre i confini
per una cipolla
ammucchiato largo lungo stretto
perfino trasparente
il muretto non vuole niente
nonostante tutto il lavoro
ma se le nuvole vanno
lascia a me almeno
un pugno di terra
per una cipolla
che il mio amore spogli
camicia per camicia
come il mio cuore
come la mia fatica
il cetriolo
gli togli la scorza verde
e tagli a fette il cetriolo
lungo e meritevole
lui mette l’anima
nel rosone trasparente
gli trovi la polpa del corpo
nel bianco innocente
al tuo dente
Pag
pietre e pecore
salvia e api
ovili come scatole
negli angoli dei rettangoli
di muretti di sassi a secco
pochi fili d’erba e molti rovi
ecco cosa trovi
vita grama
ma chi ama qualcuno
e come la vitalba
scavalca e si arrampica
per chi ha questo piccolo coraggio
la vita è latte miele e formaggio
dell’isola di Pag
alta marea
se il mio cuore è il mare
tu lo colmi come l’alta marea
se tu sei un fiore io ti chiamo
nell’abisso delle stelle alle comete
il pendìo è dolcissimo
un paesaggio
che è una superficie senza fine
di sassi aguzzi rovi cardi e spine
ma il pendìo è dolcissimo declinante al mare
che disegna il profilo di questa pietraia
all’incontro con l’onda
e la mai vinta punteggiatura di cespugli
oltre al più fine ricamo di bionde teste
di spighe d’erba immobili nel tramonto,
mi dicono ecco, anch’io vorrei
pensare al nostro incontro
nella dimensione dei grandi spazi
nonostante tutto
e nei dettagli che sprigionino dolcezza
oltre aridità difficoltà graffi e rimproveri
la zanzariera
se sul muro scrostato
all’unica vecchia finestra
la zanzariera
è un finissimo ricamo
ogni gesto quotidiano
può esigere bellezza
ogni pensiero per te
dolcezza
nel rifugio del vicolo
nel rifugio del vicolo
la porta può pensare
che il mare è amore
e il cielo il suo sospiro
il sole ti dice amore mio
ti abbronzi e bruci
scappi nel vicolo
te lo ripeto io nello sciacquìo
il discobolo
al tramonto è una sfera
appena il sole tocca l’onda
il discobolo dentro me
piegato in due come una fionda
lo lancia nel piatto alla tua sera
al fondo nero del pontile
stretti in un abbraccio
nella penombra del pontile
sotto uno spicchio di luna
tra due specchi di mare
che sfumano al largo nelle tenebre
abbiamo
nei musi dei gommoni
morbide emozioni tra le gambe
spruzzate dalle luci del campeggio
sotto un ricordo di luce alta al cielo
al fondo nero del pontile
dove il giorno aveva un tuffo
la notte per finire ora ha baci
non uno ma un ciuffo
sono scontato
sono scontato per te
come l’onda l’erba la nuvola
e io che vorrei essere speciale
e avere qualcosa da celebrare sempre
devo prendere atto d’essere solo
respiro battito nel sangue sonno e risveglio
di una regina annoiata perché
tutto è suo: cielo terra e mare
eccezionale è che sono vivo
eccezionale è che sono tuo
almeno
muri nudi mucchi di sassi
che tagliano il pane delle colline
sul tavolo del mare
polenta in pura pietra sul tagliere
in fette contraddette dal profilo
mite contro il cielo delle isole
quando potrò avere amore
il corpo tuo così dolce da graffiare
in righe rughe pieghe grondaie
scarichi impossibili sul calcare
da nuvola dolce al sale del mare
per un filo d’erba non superba
per pecora capra o amore
su quest’arido apparente
di cui niente ho detto ancora
se non parlo della bora
per avere con te un riparo
una forma di formaggio come seno
spazio di vita minima almeno
triangolo di bosco
la notte
è quel triangolo di bosco
in cui mi perdo
ma poi riesco
a ritrovarmi
se sono con te
così corta
se la vita è così corta
senti busso alla tua porta
intrecciamo dita e mani
già domani avremo un cesto
per il pane di questo
tempo
non riesco
a non morderlo
assieme a te
innocentissimo
il vento scrive lettere d’amore
con le foglie delle canne
troppo audaci
ma è innocentissimo
dirti che mi piaci
e che lui le abbandoni al cielo
in cima al loro lungo stelo
alla prima che
è una goduria piena
il sole la mattina
sulla schiena
ma se mi gira e arriva
dalla nuca alla guancia
mi aggancia alla prima
che mi trovo accanto
mi innamoro cioè
con chi mi allunga
la sua mano col caffè
fa in modo d’esser tu
non starmi lontano
che io sia caldo
ed aromatico con te
non sia nulla di strano
il vento
il vento tormenta le case
fruga le tegole dei tetti
si infila nelle grondaie
annusa la biancheria intima
strizza quella quotidiana
sul balcone fa un’altra evoluzione
sul tetto volteggia il fumo
dal camino in ogni direzione
glielo riinfila in gola
se pensa la casa non collabori
sibila alla finestra socchiusa
vuole le faccia la spia
se ti ha vista, ti chieda
perché hai paura dell’estate
perché te ne stai sola
ti chiede ancora
di raccontargli la tua pena
sostiene che lui sa
come diluirla nel cielo
rose tutta l'estate11
ti porterò rose tutta l'estate
perché le spine
anche se numerose
non sono mai bastate
all’amore
per la giusta misura
di sangue nelle vene
a cespugli senza imbrogli
ci vogliono le rose
pantaloni estivi
dei tuoi pantaloni estivi con il polpaccio nudo
mi scuso col resto del tuo corpo
ma mi chiedo del tuo ginocchio e piede
sarà questa la stagione
in cui sarò la direzione loro?
cosa succede se ti troverò davanti
a me in sandali o a piedi scalzi
mi lascerai ch'io alzi gli occhi
a tutto il resto?
al bar
11
mi siedi di fronte al bar
poi io accanto
come in un banco di scuola
e io studio una cosa sola
come tu possa bere
dal mio bicchiere
per la piccola intimità
che in questo
potremmo avere
borse di verdura
11
con le borse di verdura che ti porto
mio amore e mia regina
ti offro la mia vita in vitamina
e mi riesce
di entrarti nelle viscere
11 mi accompagni
vorrei tu abbia la misura
di quanto per me vale
che tu mi accompagni
dalla porta al fondo delle scale
quanto alla casa di pianura il sole
negli ultimi suoi raggi
l'estremo prolungare
lo stare assieme
11 7 06
diretto
io che sono diretto per te
come un raggio di sole
non aspetto
parto
però rispetto
la tua libertà fino ad
attenderti per anni luce
luglio per te 2006